Le critiche sull’Ecce Homo svelano il volto dei ragionieri dell’arte: danno un prezzo a tutto, ma non capiscono il valore di niente
C’è sempre un piccolo esercito di anime grigie che, davanti alla grandezza, reagisce nello stesso modo: tira fuori la calcolatrice. È successo anche per l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Invece di vedere il ritorno in Italia di un capolavoro assoluto, qualcuno ha pensato bene di fare i conti “al centimetro”, come se un’opera del Quattrocento fosse un pezzo di arredamento o merce da scaffale. È il riflesso condizionato dei ragionieri dell’arte: quelli che danno un prezzo a tutto e non capiscono il valore di niente.