Magi cavalca il Pride per attaccare Meloni e Trump, ma tace sui Paesi dove i gay vengono impiccati
Il Pride che sfila per Roma diventa l’occasione per accusare Meloni, Trump, Orban, Netanyahu. Invece che una giornata di festa per celebrare legittimamente un orgoglio, la manifestazione diventa l’occasione per accusare i leader di Paesi occidentali dove, e non è un inciso, i diritti dei gay vengono rispettati. Difendendo, invece, quei Paesi arabi in cui l’omosessualità è considerata una blasfemia e viene severamente punita. Tra i protagonisti dei carri il solito Riccardo Magi, deputato di + Europa.