Giorgio Napolitano è stato il gran visir del regno partitocratico
Se non si reputa intollerabile l’assunto che la fine della vita non è un lavacro purificatore di ogni magagna e il viatico per la beatificazione, vorrei riferire il momento in cui trovai la chiave che spiega il senso esistenziale della quasi secolare carriera pubblica di Giorgio Napolitano, classe 1925. Me la fornì durante un talk show Raffaella Paita, ancora post-comunista e non ancora arruolata tra le amazzoni di Matteo Renzi, quando spiazzò noi critici con l’affermazione una volta tanto non strumentale...