Le note di Anzovino incontrano il lago ed è magia per oltre settecento persone
Parei colorati, ombrelli e seggioline tra l’erba, in un’atmosfera da quadro di Monet, complice un lago minuto che pacifica e un sole gentile ma con brio.
Si è srotolata così, come una coperta sul prato, l’attesa prima di spiccare il volo. Quello che si è alzato dal pianoforte di Remo Anzovino, col suo “Don’t forget to fly” .
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Il lago invece è quello, dietro l’angolo per i pordenonesi, della Burida. Piccolo ma instagrammabile, artificiale eppure autentico...