Gli anarchici “santificano” i compagni morti e invocano pestaggi e bombe contro i “fasci” e Stato. FdI: «Segnale grave»
«Nessuno muore nel ricordo di chi continua a lottare. Sara e Sandrone vivono». È una delle scritte lasciate dagli anarchici sui muri della stazione Nomentana di Roma, in memoria dei due militanti morti nell’esplosione di un edificio al Parco degli Acquedotti il 20 marzo scorso mentre preparavano un ordigno. «Più fasci pestati a sangue»; «L’antifascismo non è letteratura. Bomboni a Casapound e bocce alla Questura»; «Chi lotta può morire, chi non lotta è già morto. Ciao Sara, ciao Sandro», si legge sui muri della stazione.