Gli anarchici morti a Roma preparavano una bomba grande e da usare in tempi brevi. Ecco cosa emerge dalle indagini
Un ordigno voluminoso e da utilizzare in tempi brevi. All’indomani dell’esplosione in un casolare al parco degli Acquedotti a Roma, in cui hanno perso la vita i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, trapelano elementi investigativi che corroborano la pista dell’attentato terroristico, emersa da subito insieme alle evidenze per cui l’esplosione era stata causata da una bomba che le stesse vittime stavano confezionando.
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