«La globalizzazione è finita, ma il nuovo ordine non c’è. I turisti della storia hanno ignorato i segnali». Parla Giulio Tremonti
L’impressione generale è che con Davos 2026 sia stata battezzata l’era della post-globalizzazione. Un sentire che forse è più concreto di quanto si possa percepire a pelle. In fondo, Giulio Tremonti (più volte ministro delle Finanze e attuale presidente della Commissione Esteri della Camera dei deputati) denuncia da tempo le fragilità dell’ultimo trentennio globale. Fin dal 1994, almeno, anno di pubblicazione de Il fantasma della povertà. Per poi proseguire con Rischi fatali (2005), La paura e la speranza (2008) e Mundus furiosus (2016).